1961-2011 - 50 ANNI

PREFAZIONE

Porto il saluto del Municipio di Minusio e di tutta la sua cittadinanza al 50esimo della Pro Minusio.
La vocazione della Pro Minusio è stata quella di dedicarsi al proprio territorio e di essere sempre disponibile verso tutti gli abitanti e i visitatori, pronta ad accogliere tutti coloro che desiderano condividerne gli obiettivi, collaborare e farne parte attiva. Il rispetto e l'attenzione per il terri­torio in cui si vive è segno tangibile di cultura e intelligenza.
Partendo da questo fondamentale principio di unione di intenti e accoglienza, importante carat­teristica dell' associazione, negli anni ci si è resi conto della necessità di creare manifestazioni o iniziative che siano il più possibile vicine a tutti. In questo modo la Pro Minusio ha reso possibile a tutti di apprezzare il paesaggio, la diversità degli eventi, gli usi e costumi, la cultura e la storia del nostro Comune.
Rivolgo un grande e doveroso ringraziamento a tutti coloro che in questi 50 anni vi hanno cre­duto e hanno partecipato attivamente.

Avv. Felice Dafond, sindaco di Minusio

PREMESSA

È doveroso citare un ente pubblico che - senza scopi di lucro - da mezzo secolo agisce a favore di tutta la comunità. Nel suo lungo cammino la Pro Minusio ha conseguito risultati significativi, concretando con successo quanto progettato. Lo dimostrano le opere realizzate, che vengono citate in seguito.
Vessillifero della Pro, fin dalla fondazione, è stato il ragioniere Fortunato Grossi, giustamente ricordato più avanti assieme ai suoi collaboratori, pure meritevoli di lode per l'impegno profuso.
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RIFLESSIONE DEL PRESIDENTE
Abbellimento della regione e organizzazione di manifestazioni popolari, questi sono i principi citati nello statuto trascritto più avanti su cui il comitato del 1961 ha iniziato l'attività. Dopo ben SO anni gli scopi non sono mai cambiati contrariamente al mutamento di abitudini della società. La nostra associazione ha lasciato un'impronta profonda sulla collina locarnese, basti pensare a tutti i sentieri pedestri fra Minusio e Cardada, attraversando i monti di Giorledo, Cordonico e Chiodo.
Manteniamo la tradizione per quel che concerne l'attività pedestre, però abbiamo saputo orien­tarci anche alle nuove esigenze della società odierna; con questo principio è stata realizzata la ciclopista che collega l'Alpe di Cardada alla Val Resa, alla quale abbiamo dedicato un capitolo in questa pubblicazione.
La Pro Minusio si è anche attivata in ambito energetico, ambientalistico, acquistando dalla Car­tiera diTenero il laghetto diTendrasca, sbarramento idroelettrico. Purtroppo diverse buzze, cau­sate dai temporali, lo hanno completamente ostruito.
Per il comitato attuale è un piacere festeggiare questo anniversario con un progetto di ripristino di vecchi sentieri mai dimenticati, ma purtroppo abbandonati, inoltre questa pubblicazione sicu­ramente contribuisce a rievocare le attività portate a termine dalla nostra associazione. Ringrazio Fortunato Grossi e Ambrogio Rusconi per le informazioni e la documentazione messe a nostra disposizione.
Un grazie particolare a Silvano Pezzoli che ha provveduto alla ricostruzione di mezzo secolo di vita della nostra associazione.

Luca Malacrida

LO STATUTO DEL 03.11.1961

Art.1
È costituita con sede a Minusio e sotto la denominazione “Pro Minusio" una Associazione ai sensi degli art. 60 e s. s. del Codice civile svizzero avente lo scopo: Di promuovere e di favorire opere di utilità e abbellimento del Paese di Minusio e sue imme­diate vicinanze Di appoggiare materialmente e moralmente ogni iniziativa tendente allo sviluppo e al maggior decoro del Paese e della plaga, ed a rendere sempre più gradito il soggiorno agli abitanti ed ai forestieri Di promuovere manifestazioni creative
Art.2
La Società è apolitica ed aconfessionale ed ha una durata illimitata
Art. 3
Con i fondi a sua diposizione la “Pro Minusio" potrà, sempre nell'intento di realizzare gli scopi sociali, cooperare alla manutenzione e alla creazione di sentieri, collocare segnali indicatori e pan­chine di sosta, ecc., finanziare iniziative di indiscusso interesse turistico nel Comune e contribuire all'organizzazione di intrattenimenti

LA NOSTRA MONTAGNA
COSÌ LA DESCRIVE GIUSEPPE MONDADA, UOMO DI SCUOLA, SCRITTORE E STORICO

“Minusio è davvero un comune favorito dalla natura, come pochi altri ha un pizzico di lago e di riva, terreni piani e in declivio, un poco di collina e anche la sua parte di montagna. Un tempo, quando era parte di quella più grande comunità che comprendeva anche Brione-Mergoscia, i suoi diritti su per i monti si estendevano sino in Vallemaggia, in Verzasca e sul piano di Magadino. Poi, sono avvenute, come capita in ogni famiglia di mortali, le “divisioni". A Minusio toccò il pendio triangolare che si estende dalla strada Orselina-Brione e Monte Cordonico (1000 m di altitudine), tra i torrenti Rabissale e Ramnosa. Inoltre furono naturalmente confermati i suoi diritti nelle “co­munelle", le parti rimaste indivise e che oggi sono indicate con il nome di “Tre comuni" e “Quat­tro comuni". In questi ultimi tempi, i confini giurisdizionali dei comuni interessati hanno subito notevoli correzioni e modificazioni; il territorio comunale oggi si estende più in là del triangolo; inalterati sono rimasti, invece, i confini patriziali.
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La montagna era, sino a cent'anni fa, parte integrante e vitale delle piccole aziende agricole priva­te. Lassù si pascolava il bestiame nei mesi estivi, si falciava il fieno, si raccoglieva legna e strame e anche un poco di castagne. Di quel mondo bucolico, oggi quasi più nessuna traccia. Le baite stesse o sono scomparse o si sono mutate in case di vacanza. Sono modeste casupole, ad eccezione di alcune alla Moranda — il primo maggengo che si incontra salendo — perché qui vi può ora giunge­re anche l'automobile. Gli altri maggenghi — Corte di Baffa e Cordonico — non sono serviti che dal vecchio sentiero, sicché l'aspetto del luogo è rimasto, per forza di cose, quasi inalterato. Ma domani le cose potrebbero cambiare. Ed è da augurarcelo, purché le bellezze naturali non siano però sconciate come purtroppo avviene altrove.
Belle passeggiate si possono pure fare su per la nostra montagna, non tanto per gustare la poesia della selva, che lassù in generale è povera per via di mancanza di acqua e, quindi, dei troppi incendi primaverili, quanto per la vista stupenda che si gode su tutta la valle del Ticino, da Bellinzona a Locamo, alle isole di Brissago e oltre.
Chi ha i piedi agili può salire sul bell'alpe di Cardada, alla Cimetta e ridiscendere per la Val Resa, ignota vailetta a molti ma tanto bella; oppure può spingersi sul Pizzo Trosa (m 1873 di altitudine) e sul Madone (m 2042 di altitudine). Chi, invece, deve fare qualche rinunzia, piglia allora la funivia che parte da Orselina e poscia la seggiovia: si incontrerà coi più bei posti della nostra montagna e potrà, aggiungendo qualche oretta di cammino, portarsi sui bei “monti" che già furono residenza estiva dei pastori Minusiensi, oppure su quelli, come Chiodo e Giorledo ed altri della Val Resa, già dei Brionesi, o, infine, sulle pasture tra i boschi ove ancora suda e si affatica il Mergoscese."

UNA SORGENTE VICINO ALLA NAVEGNA

Un altro merito della Pro Minusio è quello d'aver ripristi­nato la captazione di una sorgente d'acqua ferruginosa nella zona dell'Albergo Esplanade, ai bordi del torrente Navegna. Anni fa, lasciata all'incuria, era scomparsa sotto la folta vege­tazione e più nessuno se n'era occupato (il Rapporto di prova è disponibile qui).
Poi ci pensò la Pro a creare una piazzetta, dotandola anche di una graziosa fontanella: cosa gradita ai molti che vi si re­cavano convinti delle proprietà terapeutiche dell'acqua dal sapore acre. Essa è già citata in un testo ottocentesco: il “Dizionario coro­grafico della Svizzera Italiana", a cura di Guglielmo Stefani e pubblicato nel 1856. Vi si descrivono minuziosamente le sue caratteristiche e proprietà.
“L'analisi diede gas acido carbonico, calce, poca magnesia ejerro in diverse combinazioni con l'acido carbonico. Il sapore è acidulo- piccante e sarebbe molto omogeneo a quelle del San Bernardino. Vi manca tuttora un conveniente stabilimento".
Ci hanno raccontato che molti anni fa vi andavano anche gli scolari di Minusio, accompagnati dai loro maestri, i quali ob­bligavano i discepoli a trangugiarne in discreta quantità. Il rito purificatore avveniva regolarmente a primavera, di so­lito prima di Pasqua, e riusciva sommamente sgradito alla maggior parte dei destinatari. (Ci viene in mente l'olio di fegato di merluzzo, impostoci dalle nostre mamme “perché faceva bene..."). Sembra che ai più renitenti venisse sommi­nistrato qualche scappellotto, a fin di bene pure quello.
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LA CAPPELLETTA DEL "PICON"

Essa si trova lungo il sentiero che parte da Via Brione, costeggia per un tratto il riale Ramnosa e termi­na in via Panoramica.
Pare sia stata costruita verso la meta del XVIII secolo (l'autore è ignoto); in essa è raffigurata la deposizione di Cristo, vi assistono la Madonna e Maria Maddalena. Il tabernacolo, purtroppo a lungo trascurato, ha subito danni a causa dell'umidità. Grazie all'interven­to della Pro Minusio si è evitata una rovina completa.
Ecco la cappelletta del “Picon" nel­lo schizzo di Silvio Baccaglio che aveva restaurato i dipinti, confron­tata con una fotografia recente:
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POESIA DIALETTALE

“U par ier, quand la Pro Minusio em fundada,
eppür come un boff, des ann ié già passaad,
l'armonia sincera fra nümm l'è mai mancada
e semm sicür, che dopo tanti sentee u vegnarà anca i straad.

Al merit,forse anca al püsee gross,
um vegn a mi cume vicepresident,
e se a podi diiv, che a go amò intreg i oss
l'è perché propi ò mai fai poc o nient.

A la testa dal comitato ghemm un president
che da nom us ciama Fortunato,
ma disimal sott voos, a semm nümm i fortüna e cuntent
che la prima assemblea i l'à nominato.

Cume statüra l'è mia un omon,
l'è mia gnanca vün che vöö sempar comandaa,
però l'è in gamba, u sa fà varee i so rason
e se i ga schiscia la coa l'è bon anca a fass rispetaa.

Caro Grossi, per la Pro Minusio ti sé fai sü misüra
E guai a ti se ti cerchi da scapamm,
al semm che par ti l'è molto düra,
ma infondo, cus l'è póó a staa amò des ann?"


Begna Martinoni, panettiere di Minusio,
per il decimo anniversario della Pro Minusio