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Un altro merito della Pro Minusio è quello d’aver ripristi­nato la captazione di una sorgente d’acqua ferruginosa nella zona dell’Albergo Esplanade, ai bordi del torrente Navegna. Anni fa, lasciata all’incuria, era scomparsa sotto la folta vege­tazione e più nessuno se n’era occupato (il Rapporto di prova è disponibile qui).

Poi ci pensò la Pro a creare una piazzetta, dotandola anche di una graziosa fontanella: cosa gradita ai molti che vi si re­cavano convinti delle proprietà terapeutiche dell’acqua dal sapore acre.

Essa è già citata in un testo ottocentesco: il “Dizionario coro­grafico della Svizzera Italiana”, a cura di Guglielmo Stefani e pubblicato nel 1856. Vi si descrivono minuziosamente le sue caratteristiche e proprietà.

“L’analisi diede gas acido carbonico, calce, poca magnesia ejerro in diverse combinazioni con l’acido carbonico. Il sapore è acidulo- piccante e sarebbe molto omogeneo a quelle del San Bernardino. Vi manca tuttora un conveniente stabilimento”.

Ci hanno raccontato che molti anni fa vi andavano anche gli scolari di Minusio, accompagnati dai loro maestri, i quali ob­bligavano i discepoli a trangugiarne in discreta quantità. Il rito purificatore avveniva regolarmente a primavera, di so­lito prima di Pasqua, e riusciva sommamente sgradito alla maggior parte dei destinatari. (Ci viene in mente l’olio di fegato di merluzzo, impostoci dalle nostre mamme “perché faceva bene...”). Sembra che ai più renitenti venisse sommi­nistrato qualche scappellotto, a fin di bene pure quello.

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