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Si trovava all’imbocco della Val Resa; lo aveva formato una diga di discrete dimensioni ed era anche pescoso. Di lì l’acqua precipitava per un canalone con forte pendenza, lungo il quale era assoluta- mente sconsigliabile avventurarsi poiché troppo pericoloso.

La diga venne costruita verso il 1890 per convogliare acqua a una piccola centrale ubicata a Brio- ne s/M. che forniva la corrente elettrica al Grand Hotel di Muralto; più tardi servirà anche le Magistrali maschile e femminile (sedi allora rigorosamente separate...), il Ginnasio di Locamo e Casa Balli ubicata in cima aVia Marcacci. Il Comune di Muralto si accordò con l’ingegner Balli per installare 60 lampadine pubbliche nei vicoli del borgo e 4 nella sala comunale.

Il pietrame per la costruzione della diga fu trovato sul posto, mentre la calce idraulica (sostituiva il cemento) fu portata a spalla dagli uomini lungo un percorso assai faticoso che costeggiava il tor­rente Navegna (mancava la strada carrabile); compenso giornaliero: 50 centesimi.

Responsabile fin dal ’47 del funzionamento della turbina, del generatore e dell’impianto ad alta tensione, era Theodor Weiss, detto “Teddi”. Egli si ritirò nel marzo del ’73, quando anche la cen­trale cessò l’attività.

L’acqua, già sfruttata dalla centrale, si riversava nella “Roggia Molinara”, quel canalone che scen­deva obliquamente lungo la collina e finiva nel riale Ramnosa al centro di Minusio. Essa metteva in funzione i numerosi mulini e forniva energia anche a segherie, botteghe di falegnami e tornitori. Poi avevamo le officine dei fabbri con i loro possenti magli, i follatoi per lavorare i tessuti.

In seguito, eravamo già nel 1929, la centrale venne acquistata dalla Cartiera di Tenero per proprio uso e restò in esercizio fino al 1973. Negli anni successivi il laghetto venne quasi completamente riempito di materiale alluvionale.

Nel 1997 il laghetto fu ceduto dalla Cartiera alla Pro al prezzo simbolico di un franco, con l’obbiet­tivo di ripristinare lo sbarramento e ricostruire una mini centrale idroelettrica a valle. La scarsa portata del riale Navegna ha costretto l’associazione ad accantonare momentaneamente il pro­getto. Ora si intende ripulirlo e si spera crearvi attorno un’area di svago poiché la zona è davvero leggiadra. La Pro, in collaborazione con le autorità cantonali e comunali, ha affidato allo studio d’ingegneria Lombardi l’allestimento del progetto per la messa in sicurezza dello sbarramento citato e la realizzazione di un pozzo di captazione antincendio, sicuramente di grande utilità in un luogo intensamente boschivo.

 

Sono iniziati i Nuovi lavori di rifacimento.

 

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